Le contaminazioni tra generi, le interazioni tra espressioni teatrali “live” e multimedialità, tra videoperformance e sonorità meticce, concerti per strumenti e voci ed installazioni multivisive, trovano sempre più “spazio, visione e voce” nel panorama contemporaneo artistico. La “globalizzazione creativa” informa sempre più frequentemente di performance “totali” autodefinitesi tali per la loro capacità di coinvolgere e manipolare culture diverse e molteplici espressioni comunicative. L’originale, il “genere”, ovvero ciò che finora caratterizzava la differenza tra le arti, viene oggi con-fuso e convogliato verso una dimensione più ampia, verso una maniera di pura invenzione scenica, laddove l’unica differenza è demandata alla capacità interpretativa dello spettatore. Ed anche questo ultimo modifica di fatto il “rapporto” con la scena: live o in differita, reale o virtuale, digitale od analogica, questa è in grado di accogliere lo spettatore facendolo diventare parte integrante di una apparente finzione, elemento determinante e reale all’interno di una logica “artificiale”.
In questo contesto, le nuove generazioni – sempre pronte a recepire le ultime istanze espressive, artistiche e comunicative – si proiettano nelle nuove contaminate scene lasciandosi avvolgere e coinvolgere nel puro piacere del “gusto”, dello “stile” e delle tendenze contemporanee.
Questo evento tenta di definire, tracciare e ricercare la strada del “nuovo fare”, i satelliti dei nuovi generi formati da ibridazioni tanto necessarie quanto fortemente e geneticamente strutturate.
Con INVISIBILE la multimedialità è il tema di un'intera giornata di laboratorio sperimentale, performance, creazioni collettive, music theatre e apprendimento di nuovi “oggetti d’arte” frutto di collaborazioni e ibridazioni tra artisti e compositori. E’ presenza INVISIBILE perché creazioni e messaggi fanno già da sfondo alla nostra vita quotidiana di cittadini, di spettatori, di comunicatori o recettori, di utenti. Per paradosso la ricerca della massima visibilità produce invisibilità: un modo di esistere tra tecnologia, ritualità, neotribalismi, la sparizione del corpo, la scena, le infezioni virali del pianeta.
Le nuove figure di artisti multimediali si manifestano in forme diverse: come collaborazioni nella coppia musicista - artista visivo, o come artista che riassume in sé entrambi i ruoli, o videoartista che aggrega suoni e immagini in un unico segno.
Programma
sessione experiment ONE: interview live
Interviste tematiche condotte dagli studenti del corso di MMMH 2 e GRAFICA 2 agli studenti del corso di MMMH 1 e GRAFICA 1.
Le interviste sono svolte con due soggetti intervistati che rispondono in sequenza alternata alle domande dell'intervistatore (modello iene).
sessione experiment TWO: street spot live
Spot tematici girati dagli studenti di MMMH 2 e GRAFICA 2, con la collaborazione degli studenti di MMMH 1 e GRAFICA 1.
Gli spot - rigorosamente girati sulla "strada" - hanno una tematica a scelta dallo studente o gruppo di studenti, purché rientrante in un soggetto inerente la vita della città. Gli studenti compiono delle riprese nella città precedentemente progettate, che poi verranno montate sotto forma di spot, con adeguati inserimenti videografici, e presentate nella sala Auditorium.
Immagini digitali e suoni per Musica Experimento
Giornata speciale per Musica Experimento, associazione guidata da Enrico Cocco, domani al Goethe Institut. E' dedicata al Multimedia Music Theatre e si apre alle 10 con un laboratorio sperimentale. Riprende alle 16 con laboratori e creazioni collettive e alle 21, con l'intervento di Maria Carla Notarstefano (pianoforte) e Federico Paci (clarinetto), opere multimediali per supporto digitale, e Farben di Marcello Panni per la musica e Gianfranco Baruchello per le immagini. Seguono Elegi di Ane Lan, Moments di Jon Ward Bauman per la musica e Chiara Horn per le immagini digitali. Musica e immagini anche nel lavoro di Daniele Lombardi, Miroir2 e clarinetto e immagini in Rapsodia nel vuoto; solo supporto digitale in Spalt di Ugo Pitozzi. Chiusura con John Palmer che, con Fabio Brasili e Andrea Manconi per le immagini ha creato Nowhere per pianoforte, clarinetto, live electronics e immagini digitali.
Tratto da la Repubblica, 15 novembre 2005