L’ampia programmazione di appuntamenti dell’Istituto Quasar con artisti contemporanei che utilizzano nuovi linguaggi espressivi, si è arricchita mercoledì 11 maggio per la presenza dell’artista Maurizio Savini, che ha tenuto una lecture-conference sulla sua arte, presentata da Orazio Carpenzano, Direttore Culturale e Scientifico dell’Istituto Quasar, e con la partecipazione di Emanuele Mantrici, esperto di nuovi materiali presso l’Istituto Quasar.
Anche questo evento, si colloca nell’ambito di una catena di eventi programmati da febbraio ad ottobre 2007, in occasione dei primi 20 anni di attività dell’Istituto Quasar.
Come questa iniziativa, anche tutte le altre legate alla ricorrenza, sono state concepite non come momenti di celebrazione retrospettiva, bensì come eventi culturali legati alla produzione attuale dei Laboratori Creativi dell’Istituto, fulcro dell’offerta formativa dell’Istituto Quasar e contributo essenziale per la formazione culturale, sociale e professionale dei giovani allievi. Maurizio Savini sperimenta, ormai già da qualche anno, le capacità espressive di un materiale inerte e inusuale come il chewing-gum, usandolo come pigmento per le sue tele e materia per le sue sculture.
La gomma da masticare o gomma americana, rimanda tutti noi a sensazioni infantili di euforia, di spensieratezza, di voglia di cambiamento, di gioco e Savini, associando all’idea di scultura e pittura, la materialità del chewing-gum, per antonomasia oggetto “povero” e deperibile, riesce a trasformare brillantemente il ludico in aulico e viceversa. Il profumo artificiale e asettico del chewing-gum mescolato alla carnalità sintetica del colore rosa, rende le sue opere accattivanti, se pur irriverenti, e, alla fine, subentra nel visitatore il piacere fisico dell’oggetto morbido e gommoso e la tentazione di morderlo, toccarlo, giocarci.
Tante le interpretazioni dei critici: l’artista ha raccolto un prodotto consumato dagli altri e ne ha fatto un’opera d’arte, oppure l’artista ha aggredito questo prodotto, simbolo del consumismo, masticandolo fino a trasformarlo in una scultura.
E' stato lo stesso Maurizio Savini, in questa occasione, a mostrare e raccontare la sua arte, un’arte che porta con sé la volontà e l’ironia di trasformare, in piacevoli oggetti-giocattolo, gli oggetti a volte grigi della realtà quotidiana, ricoprendoli di seducente e profumato colore rosa confetto.