Forse oggi, dopo una prima diffusa sensibilizzazione sui temi dell'ambiente, esiste una congiuntura favorevole alla rifondazione di una approfondita e civile cultura operativa che tuteli lo spazio fisico delle nostre città.

Tra i molteplici momenti di attenzione che possono essere individuati, l'Istituto Quasar con il Convegno organizzato presso la sala della Protomoteca in Campidoglio, il 1° marzo scorso, ha voluto proporre i seguenti tre temi:

  1. il restauro e il recupero dell'edilizia storica a carattere non monumentale (l'ottica in cui quest'argomento è stato affrontato è quella dello studio e della ricerca sulle tecniche costruttive tradizionali per fornire un riferimento di metodo alle opere di recupero ed una lezione di comportamento per la nuova edificazione);

  2. la riscoperta dei giacimenti culturali costituiti dagli arredi storici "La cultura materiale" degli oggetti che, pur contemporanei all'edilizia storica vengono generalmente conosciuti e apprezzati in chiave antiquaria e senza riferimenti al contesto di appartenenza;

  3. la rivalutazione del "verde" come componente inalienabile dell'ambiente urbano un tempo egemone e oggi alle soglie di una riscoperta che impegna però ad una sensibile e consapebole riappropriazione selezionando i modi d'uso.

I lavori del Convegno sono stati introdotti dall'architetto Benedetto Todaro, responsabile culturale dell'Istituto Quasar, il quale ha sottolineato la "necessità di una cultura della progettualità diggusa capace di risaldare la catena ininterrotta di conoscenze e di immaginazione che nei secoli ha prodotto la città storica unendo nella stessa responsabilità committenti, architetti e artigiani".

L'Assessore all'Ambiente, Ing. Gabriele Alciati, ha aperto il suo intervento puntualizzando la sperequazione esistente tra il consistente patrimonio di verde pubblico della città di Roma (3300 ha) ed il numero di addetti alla sua tutela (1000 circa).

Ciò nonostante molto è stato fatto per la salvaguardia degli spazi verdi esistenti e per l'apertura al pubblico di nuovi spazi, ha affermato Alciati, rilevando come gli investimenti per spazi di verde pubblico da parte dell'amministrazione comunale per il 1988 siano di circa 90 miliardi di lire già stanziate, a cui vanno aggiunti ulteriori stanziamenti per circa 15 miliardi, destinati alla sistemazione di giardini, parchi e ville storiche, oggetto di delibera di prossima approvazione.

L'Assessore alla Cultura, prof. Ludovico Gatto, ha rilevato la possibilità di un approccio globale ai problemi dell'ambiente.

I problemi del verde, quindi, accanto a quelli dei monumenti e delle periferie: in sostanza la città considerata da un punto di vista unitario.

A partire da queste considerazioni, il prof. Gatto ha auspicato il ritorno ad un modo di progettare "secondo natura".

Spesso, infatti, l'intervento dell'uomo sulla natura stessa ha modificato gli equilibri che la regolano. Riguardo alla città di Roma - a suo avviso - nonostante l'alto livello di degrado raggiunto, in particolare nelle aree periferiche, molto ancora si può fare per rigenerare ambiti già compromessi ed impedire ulteriori compromissioni.

Tra i numerosi e qualificati interventi ricordiamo quelli dell'arch. Francesco Giovannetti, dell'Ufficio Progetti Speciali per il Centro Storico del Comune di Roma, il quale ha affermato "Anche se, a volte, conservare o riprodurre con tecniche analoghe è oneroso, non meno costoso è l'onere sociale del degrado che deriva da pratiche inconsapevoli".

Il prof. Tancredi Carunchio, dell'Università di Roma, ha detto che "L'obiettivo deve essere quello di allargare la consapevolezza dell'importanza della ricucitura dello strappo verificatosi tra l'edilizia e la tecnologia del passato", mentre l'arch. Leonardo Rosati, responsabile Ufficio Artistico dell'Istituto Enciclopedia Italiana, ha sottolineato che "Occorre smitizzare lo schematico approccio alla storia dell'arredamento secondo stili perchè, soprattutto a Roma, gli artigiani, pur all'interno di correnti stilistiche dominanti hanno sempre mantenuto notevole armonia e originalità interpretative".

Infine Bruno Venditti, presidente UPLA Confartigianato, ha precisato come "Noi stiamo pagando oggi dei costi esorbitanti proprio per l'incuria in cui abbiamo lasciato precipitare sia i beni ambientali che la formazione delle maestranze. Occorre essere pratici e attivare programmi per l'oggi, a costo di rinunciare alla grandiosità ipotetica di progetti futuri".

"L'Istituto Quasar - ha ricordato l'arch. Todaro a conclusione dei lavori - è impegnato nel campo della ricerca e della didattica specializzata, attivando corsi di formazione professionale per garantire la disponibilità e la reale incidenza di operatori specializzati in grado di contribuire alla rinascita della qualità urbana".

Tratto da: AR, anno 1988, numero marzo 1988