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Prototipo di abitazione sostenibile all'avanguardia realizzato in scala reale, completo di materiali di finitura, impianti, elementi d'arredo, con l'obiettivo di dimostrare la possibile compresenza delle più moderne tecnologie eco-compatibili e di un ambiente esteticamente elegante e funzionale.
Moacasa, Roma, 2005.

"Good Living House"


Dal 16 al 25 Aprile 2005
Moacasa, Fiera di Roma


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Il calore di una baita con il comfort della domotica

L’istituto Quasar, in occasione di Moa Casa 2005, ha presentato il progetto "GOOD LIVING HOUSE", in collaborazione con il Prof. Arch. Benedetto Todaro (Università di Roma “La Sapienza” - Facoltà d’Architettura “Valle Giulia"), realizzato a cura dello Studio Miras Project (Studio d’Architettura e Bioedilizia), sotto la supervisione dell’Arch. Michela Pasquarelli.

Il progetto, ormai di certo interesse nella cultura collettiva, ha offerto ai visitatori della fiera l'opportunità di interagire con le più moderne tecnologie dell'abitare sostenibile, un tempo riservate ad un pubblico di nicchia o a tecnici specializzati.
L'evento ha soddisfatto soprattutto quel pubblico colto che cerca bellezza, avanguardia, modernità, tecnologia, pretendendo, al tempo stesso, benessere e salubrità degli ambienti interni e che, in “Good Living House” trova un panorama completo e all’avanguardia sull’interior design, con la presenza anche di aziende che investono sul design e sui materiali d’interni eco-compatibili.

Concept

Abitare, sulla scia delle riflessioni “moderne” di Heidegger, vuol dire condurre ad espressione l’essenza dello spazio: un rapporto essenziale dell’uomo con l’essere. Abitare ha voluto dire da sempre coesistenza del luogo con l’uomo; ha significato rispetto, corresponsione, tra l’energia creativa dell’artefice e la madre terra, la natura, dove si costituiscono quel tessuto di relazioni da cui dipende la vita dell’intero sistema.
Abitare sarebbe come vivere “autenticamente” e non solo “poeticamente”.

Ecco cosa significa “Good living house”: abitare non significa occupare spazi ma avere cura di un luogo nel quale “diviene” la nostra vita. La casa dell’uomo è il posto che gli spetta! Il luogo di ciò che può essere ordinariamente straordinario, la struttura con cui si misurano i corpi evolvendosi ai bisogni del nostro sentire.
La casa contemporanea vede sempre più volgere l’attenzione verso la corretta integrazione delle nuove tecnologie di automazione e di intrattenimento con la cultura secolare del concetto di abitare: lo spazio domestico nato con la primordiale esigenza del riparo.
Good living house significa innanzitutto una buona distribuzione e un buon dimensionamento, una buona connessione e accessibilità, una buona flessibilità. Vuol dire poi ariosità dello spazio, una sua più estesa manipolazione; vuol dire impegnarsi a costruire un paesaggio “interno” con una forte varietà di stimoli sensoriali e una grande interazione fra gli elementi “naturali”, “funzionali” e “tecnologici”.

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