Viva il caos! Ordine e disordine nel giardino.

Una pianta nasce, si sviluppa, fiorisce e muore. Il suo destino non è segnato: durante la sua vita, essa subisce numerose "avventure" che influiscono sul suo sviluppo, facilitandolo od ostacolandolo. La natura non manca nè d'immaginazione nè di fantasia. Se la si lascia fare, non si acconta di una linea retta, di un cilindro o di un cubo, ma inventa delle forme libere estremamente complesse. Il caos ed il disordine sono estremamente creativi!

La "teoria del Caos" cambia il nostro modo di rappresentare lo spazio? E' la domanda che abbiamo posto ai paesaggisti, proponendo loro di trattare il caos. A cosa assomiglieranno i giardini se dovessero adattarsi alla nostra epoca? Naturali? Ordinati? Altrimenti come?

Il Festival di quest'anno ci insegna a non avere paura di niente! Il tema di questo giardino è la complessità. Al centro c'è un'enorme palla formata da un "fiocco" di metallo che gira a spirale. All'interno, un albero che spinge dal basso e dall'alto in unapparente disordine.

Nonostante l'aspetto irregolare e caotico di questi due elementi, essi rappresentano la migliore risposta possibile alla crescita dell'albero: le radici hanno così la possibilità di crescere nel sottosuolo, mentre la complessità dello sviluppo dei rami e delle foglie facilita la fotosintesi.

Non sorprende il fatto che questo albero prova a "scappare" dall'idea dell'uomo di sfera ideale.

Progetto degli studenti del corso di Habitat Design: Alessandra Bolli, Tatiana Cusi, Simona Grossi, Giovanni Maganiello, Daniele Meloni, Alessandro Ruggiri e Serena Vigliette.