Nell'ambito di TANEXPO 2002 è stato presentato, per la prima volta in Italia, un modello di Casa Funeraria realizzato in dimensioni reali ed arredato in tutti i dettagli, in previsione dell'introduzione, anche nel nostro Paese, di queste strutture ormai ampiamente diffuse in tutto il mondo.
L'evento, promosso da TANEXPO con il contributo di OLTRE Magazine, ha coinvolto un nutrito staff di esperti: psicotanatologi, sociologi, architetti e designers che, per la prima volta, si sono messi intorno ad un tavolo per studiare un modello di Casa Funeraria destinato a fornire una risposta sul piano funzionale ed estetico alla realtà italiana, in quanto i modelli stranieri, elaborati in contesti socio-culturali ed economici diversi, non potrebbero essere riproposti pedissequamente nel nostro Paese.
Il progetto della Casa è stato elaborato dall'Istituto Quasar di Roma nell'ambito del Corso di Interior Design, su briefing del Prof. Francesco Campione, noto psicotanatologo, considerato uno dei massimi esperti del settore.
Gli operatori che hanno visitato TANEXPO hanno avuto inoltre la possibilità di vedere, attraverso sofisticate elaborazioni virtuali, l'adattabilità del progetto a contesti architettonici ed urbani diversi. Con il termine Casa Funeraria (traduzione della Funeral Home americana) si vuole definire, nella sua accezione più ampia, il "tempo ed il luogo del commiato".
Il linguaggio progettuale della Casa Funeraria, presentata a Modena, si differenzia sostanzialmente da quello americano, di chiaro stampo classicheggiante, e mette in luce come la cultura del design diffusa in tutto il mondo dall'Italian Style ben si adatta ad un luogo solenne, di devozione e di rispetto per i defunti.
Concept
L'esperienza ormai pluriennale della costruzione di case funerarie all'estero ha portato ad un notevole affinamento della tipologia: si tratta di edifici per lo più isolati, ad uno o due piani, con adeguata area circostante a verde dotata di comodi parcheggi, che offrono ambienti dedicati all'accoglienza dei congiunti, servizi di orientamento e di assistenza psicologica, sala per il commiato, oltre al complesso di servizi specialistici per la tanatoprassi.
Nella tradizione secolare della cultura occidentale il luogo deputato è la Chiesa (Domus Ecclesiae). Con l'avvento della società multiculturale e con l'affermarsi - da un lato - di una mentalità laica e dall'altro di apporti confessionali diversi, si è delineata, in tutte le società avanzate, l'esigenza di disporre di un luogo specifico per le onoranze funebri che non fosse connotato da una precisa ideologia o credo religioso.
Nella concezione generale del progetto che è stato presentato a Modena, si è assegnata grande importanza alla definizione di una corretta atmosfera di raccoglimento e serenità priva però di tristezza, tenendo fuori la realtà urbana di solito invadente, rumorosa, non favorevole all'occasione né piacevole.
Questo si è ottenuto attraverso una particolare strategia d'adduzione della luce naturale tramite patio interno, lucernari ed aperture che prospettano su piccoli spazi verdi perimetrati (sul modello dell'antico hortus conclusus). In questo modo lo spazio per il rito può rimanere autonomo e indipendente dal carattere variabile ed occasionale della sua collocazione urbana.
Gli ambienti per l'accoglienza dei congiunti, la sala del commiato, le camere ardenti e gli spazi d'attesa e ristoro, sono articolati in spazi sereni e geometricamente elementari, quasi minimali, assolutamente immuni da nevrosi formalistiche, ma resi accoglienti dall'accurato design delle superfici e dei dettagli.
Per quanto riguarda i valori tattili e percettivi si è privilegiato il ricorso a materiali naturali. Le pareti sono tinteggiate con un colore neutro, per evitare che i parenti del defunto possano sentirsi disturbati dall'utilizzo di tonalità troppo vivaci.
Il progetto prevede la possibilità che, nella gestione quotidiana della casa funeraria, si possa intervenire, secondo le volontà, per ottenere forme di particolare caratterizzazione degli spazi interni, nel pieno rispetto delle idee, religioni, culture e volontà diverse. La configurazione degli spazi permette che gruppi diversi di congiunti possano essere ospitati senza interferenze e senza incontrarsi, così da rispettare la privacy ed evitare spiacevoli commistioni.
Una particolare attenzione è inoltre riservata all'accessibilità da parte di persone anziane o in ogni caso a ridotta mobilità.
Team di progetto
Benedetto Todaro, Coordinamento Generale del Progetto; Alfredo Benedetti, Progettista e Direttore Tecnico; Luca Leonori, Designer; Fabio Di Carlo, Garden Designer; Alessandra Ligi, Assistente Designer; Barbara Beretta, Co-Designer; Silvia Tuzi, Co-Designer; Emanuele Mantrici, Modello 3D & ArtisticRendering; Alessandro Blasucci, Virtual Reality Renderman; Marco Cassiano, Ufficio Stampa e Immagine Coordinata; gli studenti del 3° anno del corso di Habitat Design dell'Istituto Quasar, Brainstorming e supporto alla progettazione.