Materiamorfosi. La metamorfosi della materia. Un neologismo puro, definitivo e calzante, per descrivere la ricerca della giovane artista romana, Margherita Marchioni, che è intervenuta presso la sede dell’Istituto Quasar quale esponente del filone artistico incentrato sulla trasformazione della materia.
Bottiglie, guanti, tappi e cannucce di plastica, viti e bulloni, stampelle, elastici e matite colorate, sono, tra i tanti, i materiali manipolati dall’artista per creare nuove forme, e dare nuova vita – e nuovi, impensati utilizzi - alla materia. Avete mai pensato che un fascio di matite colorate può “evolversi” in una borsa? O che le bottiglie del latte potessero trasformarsi in una lampada di design?
E’ raro che gli oggetti rivisitati da Margherita Marchioni mantengano il loro status primigenio: difficilmente qualcuno potrà riconoscere nelle superfici dei suoi lampadari le bottiglie d’acqua del suo frigorifero; così come nei lisci portaoggetti i vecchi vinili musicali.
Al mondo che butta e dimentica tutto la giovane artista risponde con il suo progetto materiamorfosi, ricordandoci che ogni oggetto possiede una sua carica emotiva, capace di suscitare infinite soluzioni artistiche.
La lecture-conference, a cura di Emanuele Mantrici, si inserisce all’interno del corso di Habitat Design, nell’ambito del tema più volte trattato della “TECNOLOGIA DEI SENSI”. Un’indagine sul rapporto trasversale dell'utilizzo delle tecniche e dell’aspetto sensoriale-percettivo che i materiali esprimono e che l’artista attraverso il proprio momento di riflessione riesce a comunicare ai fruitori.